La nostra vita sta attraversando un percorso di transizione e i cambiamenti che siamo tenuti ad adottare vista la situazione di emergenza attuale sono molti. Ma c’è anche una sorpresa. Questa fase può essere un punto di partenza per l’innovazione digitale che stavamo aspettando. Musei ed esposizioni possono prendere la palla al balzo per aggiornarsi e digitalizzarsi. Fino ad ora – lo rileva uno studio del Sole 24 ore – i musei appaiono poco accessibili da mobile e dagli stranieri, con una compatibilità del 50%. L’uso delle lingue straniere nelle traduzioni è basso. Ma se passiamo ai social, risultano invece molto attivi, attestandosi attorno al 70% di presenza.
I Musei Vaticani a Roma propongono già collezioni d’arte e sculture classiche. In particolare si può visitare online il giardino del museo e visitare la Cappella Sistina. Anche il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea a Torino con l’idea Cosmo digitale, propone una nuova sede virtuale del museo. Vi sono contenute creazioni artistiche, conferenze in streaming e documentazioni consultabili online.
In totale quindi saranno 5 mila i musei che si appoggeranno alla piattaforma. Questo in accordo con Agid, l’Agenzia per l’Italia digitale, che permetterà la nuova digitalizzazione. Si tratta di tutti i musei italiani a ogni livello (musei statali, regionali, privati, ecclesiastici) che potranno, grazie alla nuova piattaforma – già attiva dal luglio scorso – colmare alcune lacune che fino ad ora hanno rallentato la fruizione da parte del pubblico. Ad esempio a molti manca un sito internet di proprietà.
La sfida dunque è lanciata dal piano triennale per la digitalizzazione e l’innovazione dei musei elaborato dal Mibact. Da questo scaturiranno nuove direttive e strategie per implementare e migliorare la fruizione di tutto il nostro patrimonio. Al centro si vuole mettere l’esperienza interattiva del visitatore, puntando anche sui giovani, che sono nati con gli strumenti digitali in mano, quasi ancora prima che con la penna.
Come possiamo notare, il percorso di vita e innovazione di un museo è più vivo che mai. Non si tratta solo di un luogo statico ed immobile. I reperti archeologici sono stati rinvenuti grazie agli scavi del secolo scorso, catalogati ed esposti in vetrina. Adesso è venuto il momento di “spostarli” nel grande web.
Se trovi interessanti i nostri contenuti iscriviti al Club (è gratis)