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27 Febbraio 2020 12:16

Cani e gatti, ma non solo: ecco le storie dietro gli animali da compagnia degli artisti più famosi

Molti degli artisti più famosi di tutti i tempi hanno a volte preferito la compagnia dei loro amici animali in qualche caso preferendola a quella delle persone. Chissà cosa c’era dietro questa intima scelta? Forse il fatto di sentirsi circondati per la maggior parte di falsi amici – vista la loro importanza, ricchezza e influenza – oppure semplicemente la ricerca di ispirazione verso un mondo, quello animale, che ha un linguaggio diverso dal nostro? E visto che gli artisti si occupano di linguaggio… vi raccontiamo alcune storie di amicizia tra artista e animale che hanno intrigato e commosso il mondo.

Il gatto, animale misterioso è sempre stato al centro dell’interesse umano fin dai tempi dell’Egitto, durante i quali era considerato una divinità. Ed una divinità agli occhi di Freddie Mercury era sicuramente Delilah, una gatta soriana a cui dedicò una canzone contenuta nell’album Innuendo. La canzone è una ritmata poesia affettuosa con versi che descrivono in modo illuminante il comportamento del felino: ‘mi fai sorridere quando sto per piangere, ti allontani per un omicidio, così innocente’. Non era l’unica micia che Freddie possedeva: in realtà ne aveva una decina. Sappiamo ormai quanto si sentiva solo Freddie Mercury nell’ultimo periodo della sua malattia, ma anche quando cercava di mascherare la sua solitudine circondandosi di falsi amici e abbandonandosi agli eccessi delle feste. Quindi possiamo capire quanto importante sia stato per lui avere una compagnia tenue e neutrale come quella della sua gatta.

Allo stesso modo una serie di pittori hanno avuto tra le loro amicizie i bei felini, con i quali sono stati fotografati più di una volta. Pittori come Gustav Klimt e Giorgio De Chirico che nei felini trovava ottime fonti di ispirazione: le forme sinuose, i colori, l’aspetto rilassato e sospeso. Pablo Picasso, lo troviamo in compagnia della sua piccola randagia Minù, che gli tenne compagnia nel suo soggiorno francese a Parigi. Ma Picasso ebbe anche un altro amicone: il bassotto Lump. In questo caso fu proprio il simpatico bassotto a scegliere Picasso, una volta arrivato nella sua casa non ne volle sapere di andarsene. Fu infatti il fotografo David Douglas Duncan, al quale dobbiamo molte fotografie e la scoperta di questa storia, che andò a visitare con il suo bassotto Lump la Villa La Californie a Cannes, una tenuta dell’artista. Il bassotto, decise di farne la sua nuova casa. In quello stesso giorno venne dipinto per la prima volta su un piatto: l’avrebbe immortalato altre 40 volte.

Ci fu anche un altro bassotto, che riuscì a conquistare il cuore di un artista tanto da acquisire un posto in primo piano nella sua vita. L’eccentrico Andy Warhol infatti, inizialmente era sempre stato attratto dai gatti: ne aveva già una ventina e sembravano essere loro il centro del mondo. Ma quando vide Archie ne rimase affascinato, tanto che ne influenzò anche la sua vita lavorativa. L’idea venne dal suo compagno, che gli consigliò di valutare la compagnia di un cane. Si sa, i gatti sono indipendenti, decidono loro cosa fare cosa non fare e se non hanno voglia di compagnia stanno anche da soli. Invece i cani sono un altro mondo: c’è sempre bisogno del contatto umano e il rapporto diventa ben presto indissolubile. In realtà questo è vero anche per i gatti, ma con molta meno facilità. Archie divenne così inseparabile amico di Andy, anche durante i pasti e le interviste, specialmente quelle più fastidiose: durante queste ultime, Andy girava scherzosamente la domanda al suo amico bassotto.

Anche il musicista inglese Mike Oldfield, spinto dalla solitudine nella sua nuova casa studio nelle campagne Inglesi, scelse come compagnia due cani: trovava che gli dessero una grande sensazione di calma. Purtroppo, i cani, attaccarono le galline di un vicino agricoltore e Mike ripiegò prendendosi una coppia di più tranquilli gatti persiani. Per un breve periodo, nel 1977 Mike Oldfield ospitò suo malgrado anche una tigre: Clyde. Per qualche giorno si illuse che il grosso felino, anche se ancora cucciolo, potesse diventare un veramente un compagno domestico. Purtroppo si dimostrò imprevedibile e con uno sguardo che celava un istinto ben più ampio di quanto ci si potesse aspettare. Preso dalla paura, declinò l’invito ad ospitarlo definitivamente.

Non solo cani o gatti dunque: qualcuno si è spinto oltre. La pittrice messicana Frida Kahlo si è circondata di una variegata serie di animali: ebbe la compagnia di numerosi cani e uccelli, un cervo e due scimmie ragno di nome Fulang Chang e Caimito de Guayabal. In particolare queste ultime due riuscirono a dare sostegno e forza a Frida in uno dei suoi momenti più difficili: dopo il divorzio con il pittore Diego Rivera nel 1939. Oppure Babou il gattopardo di Salvador Dalì, che usava portare al guinzaglio: altri tempi. Decisamente fuori dal comune la scelta di Kerry King, il chitarrista della band losangelina Slayer, che ha un’intera collezione di serpenti che tiene in un specifico magazzino e che ogni tanto va a trovare e ad accarezzare.

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