Ci sono ancora giovani scultori che amano lavorare con la materia più grezza, come la pietra? Verona si fa ‘contemporanea’, scoprendo alcune tra le giovani proposte più interessanti: fino al 18 dicembre, la galleria Giarina Arte Contemporanea accoglie il giovane artista iraniano. Affascinato dalla pietra e dalle sue modificazioni, racconta una personale cosmogonia che riunisce nei due nuclei scultorei l’origine primeva, l’immagine di un buco nero, il big bang. La ‘Geografia del Vivere’ prende dunque in esame la materia, nella sua forma più primordiale. Nella sua visione, lo spazio è il luogo dove tutto nasce all’improvviso e dove tutto il cosmo è simile nel suo insieme.
Sfruttando l’unione simbolica di alcune tra le materie inorganiche come la pietra, la ceramica, lo smalto rosso l’artista compone due elementi che vengono collocati significativamente in ambienti della galleria che rappresentano dei punti di transito: l’ingresso al cortile interno e la parete frontale del vano scale. L’opera viene integrata nella galleria e ne viene assimilata in un passaggio fisico e metaforico dall’esterno all’interno, dal basso all’alto, che ha l’obiettivo di trasmettere da un lato la distanza tra la terra e il cielo, dall’altro il passaggio di stato compiuto dal nucleo primordiale della terra che una volta trasformatosi in pietra ha assunto un’identità e una missione diverse.
Dopo essersi formato professionalmente e artisticamente a Teheran specializzandosi in ceramica e imparando l’arte del disegno con il maestro iraniano Mostafa Dashti, Ehsan Shayegh (Khash, 1975) decide di consolidare il suo percorso artistico trasferendosi a Verona per frequentare l’Accademia di Belle Arti. E’ grazie al progetto First Step dell’Accademia di Belle Arti di Verona, che l’inserimento de ‘La Geografia del Vivere’ è reso possibile all’interno della galleria La Giarina Arte Contemporanea. L’evento si colloca in un progetto più ampio e vuole essere un’anticipazione della sua partecipazione alla mostra Non c’è più orizzonte, a cura di Luigi Meneghelli, con Andrea Bianconi, Abbas Kiarostami e Alex Pinna, che inaugurerà il primo febbraio del prossimo anno.
Ma che cos’è First Step? Si tratta di un premio espositivo e formativo promosso dall’Accademia di Belle Arti di Verona in collaborazione con gallerie, musei, fiere e spazi d’arte no profit italiani e internazionali, con la mission di sostenere giovani artisti offrendo loro opportunità di crescita professionale, grazie all’organizzazione di mostre collettive e personali, premi di produzione e di formazione. Giunto alla decima edizione, presenta da metà novembre a metà dicembre una serie di mostre personali e bi-personali nelle gallerie e negli spazi espositivi che aderiscono all’iniziativa, a cui si affiancano una serie di premi ideati in collaborazione con prestigiosi partner del territorio, tra cui Rotary Club Verona Soave, MA*GA Museo Arte Gallarate, Mart, Museo Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, Ludwig Museum di Budapest.
Novità di questa edizione è inoltre il coinvolgimento degli studenti dell’Università di Verona attraverso un workshop destinato agli iscritti alla Laurea Magistrale inter-ateneo in Arte che vogliano misurarsi con la professione del curatore, intercettando le mostre degli studenti dell’Accademia organizzate per First Step 10 – sostenuto da Fondazione Cattolica.
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